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La Biblioteca


Biblioteca della Fondazione Martinetti


Piero Martinetti lasciò in eredità parte dei suoi manoscritti e la sua biblioteca privata –  una delle più consistenti e preziose dell’epoca, frutto di un interesse collezionistico costante negli anni – a Nina Ruffini, nipote del giurista Francesco Ruffini, e ai professori Gioele Solari e Cesare Goretti, affinché ne disponessero nell’interesse esclusivo degli studi, a prescindere da qualsiasi beneficio personale.

 

Biblioteca della Fondazione Martinetti
 

Dopo essere stato custodito, negli anni immediatamente successivi la morte di Martinetti, dalla Olivetti S.p.a., subito dopo la fine della guerra il fondo fu depositato presso la sede dell’Accademia delle Scienze di Torino, dove fu reso accessibile ai soci e ai frequentatori, in attesa di trovare collocazione a Palazzo nuovo, la nuova sede progettata per le Facoltà umanistiche dell’università.


Biblioteca della Fondazione Martinetti
 

Nella metà degli anni ottanta la biblioteca della Fondazione, fino ad allora provvisoriamente sistemata in alcuni locali del dipartimento di Filosofia dell’Università degli Studi di Torino, è stata trasferita nel palazzo del Rettorato in via Po 17. Le foto di questa pagina ritraggono la sala della Biblioteca della Facoltà di Lettere e Filosofia (ora Biblioteca storica di Ateneo “Arturo Graf”) che ospita il fondo Martinetti.


Biblioteca della Fondazione Martinetti
 

La biblioteca della Fondazione Piero Martinetti comprende quasi 9.000 volumi, circa 1.500 opuscoli, 126 periodici e cataloghi di antiquariato librario. Conserva inoltre gli strumenti di studio e le schede bibliografiche personali di Martinetti. Ragguardevoli sono le collezioni di filosofia della religione e di filosofia orientale, nonché la raccolta di opere dell’aetas kantiana in edizione originale. La consultazione delle diverse fonti conservate dalla biblioteca è resa possibile mediante un catalogo cartaceo consultabile in loco. Purtroppo, da una ricognizione inventariale compiuta nel 1999 è risultato che durate il trasloco sono andate perdute 280 opere fra le più preziose, risalenti in gran parte ai secoli XVI, XVII e XVIII.


Biblioteca della Fondazione Martinetti

 

(Pagina realizzata con la collaborazione di Corrado Bertani)